“Beata Vergine di Pompei" 2011

La Beata Vergine di Pompei sembra nata per gioco: è un’opera in cui il fotografo Maurizio Galimberti si misura con la tradizione dell’iconografia popolare napoletana.

Il risultato è doppiamente visionario: da una parte la tecnica di sovrapporre gli scatti ripetuti velocemente con la polaroid con cui l’artista ricostruisce l’immagine; dall’altra la quantità di elementi descrittivi che decorano la figura religiosa in origine. Il risultato è una ri-costruzione sognata della composizione, quasi fosse uscita dalle acque del mare.

Ancora una volta Maurizio Galimberti si diverte ad alterare e ricostruire la realtà senza dimenticare il valore simbolico di ciò su cui interviene: e della Madonna, del trono e degli angeli che le stanno intorno, ha colto il significato devozionale e – rispettandolo - l’ha attualizzato in un effetto psichedelico, tipico di un tempo in cui le immagini venivano guardate alla luce delle candele.