Mario Schifano (Homs, Libia, 1934-Roma 1998)

Il debutto di Mario Schifano nel mondo dell’arte avviene nell’ambito della scuola della pittura informale.

Le tele che espone alla sua prima personale alla Galleria Appia Antica di Roma nel 1959 sono dense di materia pittorica. Ma già l’anno successivo Schifano attrae l’attenzione dei critici: la sua pittura evolve velocemente in uno stile personale, prima con i grandi monocromi, poi con l’utilizzo di simboli che provengono dalle insegne pubblicitarie come la Coca Cola o la Esso.

Nel 1960 è alla Galleria della Salita, il tempio dell’arte contemporanea della Roma di quegli anni: insieme a lui cu sono i compagni della grande avventura di Scuola di Piazza del Popolo, Angeli, Lo Savio, Uncini e Festa. Il piccolo puma, come l’ha definito Goffredo Parise, catalizza l’attenzione del collezionismo e della critica internazionale.

Nel 1962 compie un viaggio negli Stati Uniti, vede le opere di Franz Kline, del pop artist Jim Dine ed espone le sue opere a New York nella Galleria di Sidney Janis accanto a Jasper Johns, Robert Rauschenberg e Claes Oldenburg. Andy Warhol lo definisce in quell’occasione „il migliore artista pop europeo“.

Rientrato in Italia nel 1964 è alla Biennale di Venezia che consacra definitivamente il suo successo internazionale.

Nei decenni successivi gli „schermi“ si trasformano in veri e propri monitor simili a quelli delle televisioni.