Fabrizio Plessi

Fabrizio Plessi è un video-artist di fama internazionale, le sue opere si trovano nei più importanti Musei d’Arte Contamporanea del mondo. Ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia e nel 1987 a Documenta, Kassel, dove s’impone sulla scena artistica internazionale, grazie all‘installazione video intitolata Roma.

Nel 1999 a Berlino in Postdamer Platz nel nuovo edificio della Sony di Helmut Jahn Plessi crea una gigantesca cascata elettronica, composta da sedici milioni di colori. Nel 2001 è ospite d’onore alla Biennale del Cairo dove dedica un’opera al Nilo, mentre nello stesso anno in giugno a Venezia durante la Biennale s’inaugura la mostra al Museo Correr accompagnata dalla monumentale installazione lungo le tre facciate del porticato di piazza San Marco: Waterfire.

Il tema della sua ricerca artistica è l’acqua, elemento antico, ancestrale, magma primordiale che si materializza grazie ad un medium contemporaneo che ne condivide la “liquidità”: il video. É lo stesso Plessi a sostenere come questi due lementi siano “fluidi, mobili, instabili, entrambi emanano un bagliore azzurro.”

Plessi si presenta al mondo dell’arte come un moderno alchimista, che gioca con acqua e fuoco. Plessi riesce nell’impresa di “ umanizzare“ gli strumenti tecnologici, rendendoli portatori di emozioni e aperture di idee.

Nel 2005 Plessi è di nuovo a Venezia alla Biennale: realizza la versione del suo Mare in verticale, una specie di totem virtuale di quarantaquattro metri d’altezza che sale dall’acqua al cielo: l’opera con la sua cascata tecnologica, diventa il simbolo dell’edizione di quell’anno e l’omaggio dell’artista alla sua città d’adozione.