Fino a vent’anni fa Capri si gloriava di un raffinato artigianato: comodi e morbidissimi mocassini col fiocchetto, i sandali infradito, su misura, semplici e classici, in tuffi i colori, oppure folli e originalissimi, tempestati di fregi, pietre colorate, strass. In Via Camerelle Canfora portava in un librone tutte le misure della clientela very important: 37 il numero di piede della principessa Margaret d’Inghilterra, 39 per Sophia Loren, 39 anche per Anita Ekberg. E poi c’erano i sarti. Molti sarti. Pronti a confezionare rapidamente, bene, e con poca spesa, camicia e pantaloni. In Piazzetta Cerio Andra Di Pino, che apri ai primi del Novecento, taceva tessere la teletta di Capri a righe, la lana di Capri (shetland) in tutti i colori, le stoffe con i piccoli disegni blu per le camicie. Ad Anacapri, invece, erano specializzati in Il “zappateglie”, scarpe capresi in corda e tela, praticamente espadrillas. che tutti portavano perché erano silenziose (da ordinanza comunale del 1960 era fatto divieto usare zoccoli di legno sull’isola).

Chi non ha visto una foto di Antonio Viva intento al lavoro nella sua bottega di sandali a mano (nelle varianti: ragno, nodino, 3 buchi, estroso con margherite applicate e così via) sulla Via Orlandi? Sono questi i capi che il viaggiatore raffinato e l’amante del lusso ancora cerca sull’isola. Manufatti che rappresentano di tatto pezzi unici, fatti apposta “per”, dunque esclusivi Così l’estate 2010 segna il ritorno all’artigianato per merito dell’imprenditore Tonino Cacace, patron del Capri Palace, con la riapertura di Mariorita. «Abbiamo completamente rinnovato Mariorita - dice Cacace - la storica boutique inaugurata negli anni Cinquanta dai miei genitori: una nuova veste, più emozionale, con un’allure più contemporanea, dove ho voluto recuperare l’artigianato caprese amato nel mondo, I sandali in cuoio su misura e i capi di lino indossati dalle dive come Jacqueline Kennedy sono oggi il cuore della boutique che offre anche alcuni dei marchi più prestigiosi della gioielleria e della moda italiana». La storica boutique del Capri Palace Hotel&Spa cambia look e inaugura la linea tailor made Capri Touch: un amarcord di linee, tessuti e fantasie ispirate alla Capri degli anni Sessanta.

Mille metri quadri di pura emozione. Non solo shopping, ma esperienza e sensazione, colori, atmosfere Nata nel 1952 da un’idea di Mario e Rita Cacace, la boutique è stata completamente ridisegnata dall’interior designer Marco De Luca e riprogettata nel concept: non una boutique tout court, ma uno spazio emozionale dove la casa incontra il tailormade, l’arte si mescola alle griffe italiane più prestigiose, dai gioielli alla moda. Nell’era della globalizzazione Mariorita celebra il meglio della produzione italiana e riallaccia i fili con la storia di Capri e la Dolce Vita sull’isola. Chi entra in Mariorita può vedersi confezionare su misura i sandali dei propri desideri o cucire il mitico capripant che indossava Jackie ‘O. Accanto ad una linea esclusiva di prét àporter si può anche ordinare il modello e li tessuto desiderato scegliendo tra il miglior lino italiano e i magnifici shantung di seta. Lo spazio rievoca i laboratori artigianali dell’epoca, con la sarta e li ciabattino.
La linea Capri Touch di prêt ò porter disegnata in esclusiva per MARIORITA nasce dallo studio degli archivi degli anni Cinquanta e Sessanta e recupera le suggestioni e le linee della moda caprese di quell’epoca: caftani, camicie, mini abiti e i pantaloni alla pescatore che ancora oggi in tutto il mondo si chiamano Capri. I tessuti sono il lino bianco e corda e lo shantung di seta in infinite sfumature di colore.

La lavorazione di ciascun capo è rigorosamente artigianale in ogni passaggio, dal taglio alle finiture, e porta il nome di una diva della Dolce Vita caprese. Non manca la zona gallery dove sono esposte e messe in vendita opere d’arte di artisti contemporanei della scena internazionale: - ‘Continua la crescita della nostra raccolta d’arte’ conferma infatti Cacace. Il maestro Arnaldo Pomodoro tornerà sull’isola per completare la sua opera Rive dei Mari che sarà conclusa il prossimo autunno. Sarà un pezzo importante che arricchirà l’Art Gallery dell’albergo dove già si incontrano opere di still diversi di grandi nomi contemporanei». Alla moda è dedicato un ampio spazio con le collezioni delle più rinomata maison nazionali. Due shop in shop firmati Bulgari e Vhernier offrono l’eccellenza della gioielleria e dell’accessorio di lusso. La sezione moda è rappresentata da marchi di prestigio come Armani, Fontana Couture, Ralph Lauren, Versace, Trussardi, Missoni.

E, per finire, una novità: i cappelli, collezione unica ed esclusiva disegnata dalla celebre maison Gallia e Peter. Quindici modelli unici dl Capricapo in paglia e tessuto, ispirati ai color’ dell’isola: gli azzurri del mare e dei ciel capresi, il giallo degli agrumi e i verdi degli orti e dei giardini. II mondo che ruota intorno alla creatività imprenditoriale di Tonino Cacace e del suo Palace è sempre più ricco di sorprese. Sulla stradina che conduce alla Villa di Axel Munthe, ecco infatti “Il Mondo di Mariantonia”, un omaggio a donna Mariantonia che negli anni Quaranta deliziava i primi turisti con i prodotti degli orti anacapresi e le vecchie ricette isolana, boutique gourmet dedicata a chi cerca l’eccellenza dei sapori, la chicca golosa, il piacere del bello e del buono. Uno spazio dove la tradizione è di casa, dove la ricerca del prodotto di nicchia è una passione ed una filosofia, e la parola “qualità” è un valore vero e sentito. Dalla passione per prodotti di eccellenza e dall’esperienza di Oliver Glowig chef de L’Olivo, il ristorante due stelle Michelin del Capri Palace, nasce questo raffinato “laboratorio del gusto” dove marmellate e conserve di frutta e di ortaggi trovano posto accanto a miele purissimo, olio extravergine d’oliva bio, vini di piccoli vignaioli, paste artigianali e altri prodotti di nicchia. Incontri tra territori, storie, uomini tutto il 2010 per il Capri Palace sarà costellato di eventi all’insegna dell’enogastronomia internazionale di prestigio. Degustazioni i cantina sa tavola, incontri e confront: tra vignaioli, grandi chef e artigiani de gusto.

Un format esclusivo che inizia negli ambienti suggestivi de La Dolce Vite, la cantina dell’hotel, con incontri ravvicinati con alcuni dei nomi più prestigiosi dell’enologia nazionale e internazionale che raccontano al pubblico come nascono le grandi etichette, le annate speciali e come portare nel bicchiere l’essenza della terra da cui provengono. Ma il vero fiore all’occhiello è forse il ristorante on the rocks “Il Riccio”, l’emozione di un tavolino sul mare, il piacere di un piatto che profuma di Mediterraneo, il ricordo di un posto che ha tatto epoca negli anni Cinquanta e Sessanta Ristorante e beach club, li Riccio è per chi ama le atmosfere di una volta e il lusso della semplicità marinara. Vi si arriva in auto, a piedi, ma soprattutto via mare come taceva Aristotele Onassis con il suo panfilo Christina. Oggi come una volta, un piccolo gozzo di legno accoglie gli ospiti e li accompagna a colpi di remi sino ai gradini del ristorante che appare accoccolato tra la roccia e il mare, il restyling ha lasciato pressoché inalterata l’allure di un tempo: la sensazione è quella di una locanda sul mare con i tavoli in legno massello dipinti d azzurro e il tovagliato di lino banco, le maioliche di Vietri colorate e le credenze di vecchie cucine pene di libri, ex voto di marinai e altri dettagli che donano a questo posto un sapore unico e irripetibile.

In cucina c’è il giovane e talentuoso Andrea Migliaccio: il mare nel sangue e la tradizione come obiettivo, esalta il pescato del giorno, i crostacei e i frutti di mare in abbinamento con a pasta - rigorosamente di Gragnano - o con il meglio degli ortaggi di stagione. Al Riccio si viene per pranzo e per cena, o anche solo per un aperitivo a tramonto. Le terrazze naturali ospitano solarium candidi e angoli appartati per momenti di relax e massaggi benessere. Quei momenti così ben rappresentati dalla pittura naïve un tempo assai di moda sull’isola. Chi non ricorda i quadretti di Carmelina? Un classico dell’iconografia caprese: tutti gli angoli e i colori dell’isola rappresentati con una semplicità quasi surreale. Chissà che il signor Cacace non s’inventi anche una new wave di pittura.


FOOD DELUXE
Dal celebre “Il Riccio” all’esclusivo “Edivino”, un home restaurant riservato a una piccola élite. In cui eleganza, esclusività e riservatezza riscoprono i codici della Dolce Vita caprese.

Un viaggio alla ricerca dei ristoranti più chic ed eleganti dell’isola Azzurra, con una particolare attenzione a quei luoghi sconosciuti e intimi, dedicati a un’élite riservata. Tra questi spicca “Edivino” - Via Sella Orta 10a a Capri definibile come un home restaurant: due gentili signori raffinatissimi aprono il giardino di casa per non più di una ventina di persone a sera, con qualche primo piatto, cabaret di bruschette, formaggi e, soprattutto, buon vino.
Il numero di telefono per la prenotazione è quasi segreto, ma noi ve lo riveliamo: 081.8378364.
Sempre in voga i celebri ristoranti come “Il Riccio” di Tonino Cacace o “Edodè” di Roberto Russo; i “Faraglioni”, dal 1880. veranda con balaustra in rami di legno, al 75 di Via Camerelle; “Il Geranio”, che affaccia sui Giardini di Augusto, in Via Matteotti 8e “Paolino” - Via Palazzo a Mare 11 - celebre limoneto di Marine Grande. Vip e celebrities sono di casa al “Villa Verde” (Via Sella Orta 6) dirimpettaio del famoso “Anema e core”, ma anche alla “Rondinella” dl Anacapri, magari con un profilo più colto. A Marina Piccola resiste invece il mito di “Gioia”, palafitta a quattro metri dall’acqua e ristorante di prim’ordine, e poco più in là “Torre Saracena”, raggiungibile anche attraverso la Via Krupp, noto per la sua personale riedizioni di antichi piatti capresi. Sulla strada verso il porto, stile, riservatezza e cucina benessere da “Ziqù”, il ristorante di Villa Marina Hotel & Spa. Ma c’è chi gode dell’esclusiva semplicità di “Giovanni a Gradola” - ad Anacapri in via Grotta Azzurra 8 a picco sul mare. (cc.)