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Cortesia e professionalità si traducono nell’arte dell’ospitalità al Capri Palace di Anacapri, un cinque stelle lusso che vanta il bistellato ristorante L’Olivo: qui lo chef Oliver Glowig propone una cucina mediterranea d’eccellenza. Un albergo ricercato e ricco di opere d’arte.
Un modello di grazia e ospitalità, all’insegna dell’eleganza, della ricercatezza, del dettaglio mai casuale, in un percorso punteggiato di opere d’arte che danno la cifra di cosa è il Capri Palace Hotel & Spa. Un albergo che sorprende e incanta, che accoglie gli ospiti con la cordialità e il sorriso, che stupisce per la perfezione dei servizi. Da Anacapri, la parte più alta dell’isola di Capri (“ana” in greco significa sopra e per i greci questo luogo divenne l’acropoli) la vista spazia sull’incantevole Golfo di apoli. Oggi l’albergo si fonda armoniosamente con il paesaggio e domina il paese con le sue viuzze e i suoi negozi di artigianato. Forte di una tradizione nel settore dell’ospitalità, negli anni ‘60 Mario e Rita Cacace creano l’Europa Palace che diviene, da subito, meta prediletta, incontaminata e intima, di raffinati viaggiatori.
Alla prematura scomparsa del padre, il giovane Tonino eredita l’impresa di famiglia e, sulla scia del suo impegno e della sua passione, rende l’albergo la destinazione preferita di importanti personaggi del mondo della cultura, della finanza e dello spettacolo che preferiscono al clamore di Capri la tranquillità di un lusso silenzioso, lontani dalla mondanità e dalla folla.
Negli anni gli investimenti per rendere l’albergo, ribattezzato Capri Palace Hotel & Spa, sempre più meta
d’eccellenza non si sono mai fermati, fino all’imponente opera di restyling che, nel 2001, porta l’albergo al suo aspetto attuale, quello di un antico palazzo patrizio al quale si è introdotti costeggiando la profondità della piscina composta da 19 mila piastrelle di mosaico accompagnati da un’opera di Arnaldo Pomodoro lunga 36 metri. Dopo il restauro, che ha portato l’albergo a fare parte della prestigiosa The Leading Small Hotels of the World, il Capri Palace sfoggia 78 stanze, di cui Il suite e 7 camere suite che richiamano le antiche ville romane del litorale campano perché affacciano sul giardino interno, tra alberi da frutto e macchia mediterranea, con piscina privata riscaldata. Tutte contraddistinte da salotto, spaziosi guardaroba e marmi pregiati negli ampi bagni dotati di vasche idromassaggio: il travertino, le morbide tonalità cromatiche dei tessuti, i preziosi decori in bianco e oro, attribuiscono alle camere una sobria eleganza.
Ma tutto l’albergo richiama l’architettura mediterranea con pavimenti di pietra, colonne, arcate, volte, a ricordare un glorioso passato che qui sembra rivivere in tutto il suo splendore, grazie anche alle tante opere d’arte, antiche e moderne, che caratterizzano i percorsi dell’albergo, l’ampia lobby, i saloni, l’angolo bar, splendide testimonianze del genio e della creatività dell’uomo (Domenico Cantatore, Michele Chiossi, Giorgio de Chirico, Velasco, Lello Esposito, Riccardo Gusmaroli, Fabrizio Plessi che Tonino Cacace ha voluto per realizzare il sogno che la presenza dell’arte diventasse elemento forte e distintivo del luogo. Uomo affascinante e lungimirante, è l’anima dell’albergo che ha assorbito investimenti elevatissimi -in denaro, persone, risorse per renderlo quello che è ora: un contenitore raffinato con la capacità di offrire, dal ristorante al bar alla spa, un prodotto e un servizio di qualità. Ma classificarsi tra i primi 50 alberghi del mondo e restare un punto di riferimento nell’hotellerie internazionale, come è oggi il Capri Palace, richiede uno sforzo imprenditoriale che Tonino Cacace ha ben interpretato circondandosi di professioni d’esperienza In primis il generai manager Ermanno Zanini, una carriera all’interno del prestigioso -FourSeasons (a NewYork, Londra, Milano) che dal 2002 ha accettato la sfida di passare da una grande compagnia alberghiera a una proprietà famigliare, ma anche Caroline Courteau, director of sales & marketing.
“L’obiettivo è trasformare l’albergo famigliare in un albergo dove gli aspetti manageriali siano fondamentali
-spiega Zanini- Ci sono tanti luoghi belli nel mondo, ma la differenza la fanno le persone. Lo sforzo è cercare di interpretare in maniera manageriale e operativa il messaggio di Antonio Cacace e di tradurre un sentimento, uno stile di vita, in esperienza”.
Dal 2002 il Capri Palace è cambiato totalmente: da un 4 stelle che viveva qualche mese all’anno di turismo
congressuale e incentiue, ad albergo di lusso che per sette mesi è meta di vip e dei potenti del mondo, ma
che dell’impresa famigliare conserva la parte migliore: il mood. “Anacapri non era vissuta come una destinazione di eccellenza -ricorda Zanini-n nostro impegno è stato quello di farla diventare un punto di riferimento per un turismo che cerca una qualità elevata, ristrutturandoci in termini organizzativi e operativi, rivedendo gli standard di servizio”. Oggi il 30% degli ospiti sono italiani, il 70% sono stranieri e arrivano attraverso agenzie specializzate: americani (tra il 15 e il 20%), asiatici, inglesi e del nord Europa. Per gli americani a fare la differenza è la presenza dell’arte, l’atmosfera impregnata di cultura che si respira nei curatissimi salotti, nelle stanze e nelle suite.
Tra i punti di forza dell’albergo c’è il ristorante L’Olivo, l’unico sull’isola a vantare 2 stelle Michelin, un traguardo raggiunto grazie allo chef Oliver Glowig e al suo team, impegnati nella ricerca di una cucina che interpreti in chiave moderna i sapori della tradizione del territorio.
Al Capri Palace dal 2001. dopo esperienze in ristoranti stellati in Germania e una collaborazione con Gualtiero Marchesi, Glowig ha sviluppato una propria filosofia di cucina moderna, ricca di sapori e ben radicata nella tradizione mediterranea che, nel 2005, gli porta la prima stella Michelin e, nel 2009, la seconda.
Per Zanini la missioll del ristorante è offrire, all’interno di lill contenitore-albergo, qualità e servizio adeguato alle aspettative di un cliente colto e raffinato e, allo stesso tempo, diventare un motivo di attrazione per gli ospiti esterni: “Oggi possiamo contare sul 60% di clienti che vengono qui a cena, ma non soggiornano in albergo, e di questi 1’80% viene da Capri. Ci deve essere una motivazione fortissima per prendere il taxi e venire ad Anacapri, ed evidentemente la trovano nella cucina di Oliver Glowig. Ma è importante evitare un corto circuito tra cucina innovativa e cucina troppo semplice. All’interno della carta ci sono piatti complessi e anche sofisticati, ma anche piatti di una semplicità straordinaria che conducono alla riscoperta della tradizione campana, come la zuppa forte e il soffritto napoletano: Oliver li ripropone alleggeriti senza alterare la ricetta originale. La sua curiosità nei confronti della cucina campana è tipica di chi non ha questi piatti nella memoria gustativa e olfattiva. La sua è una cucina moderna che attinge alle tradizioni per rigenerarsi con una estrema attenzione all’aspetto estetico dei piatti. Ora l’obiettivo è conquistare la terza stella e a confermare con Il Riccio, il ristorante storico dell’isola, affacciato sulla Grotta azzurra, di proprietà di Cacace, la mission per la ristorazione d’eccellenza del Capri Palace, che gode anche di una cantina molto ricca con 1.200 etichette”.
Altro punto di forza dell’albergo è la Capri Beauty Farm, nata nel 1992 e considerata uno dei più rinomati centri benessere d’Europa, diventata nel corso degli anni una vera e propria clinica di medicina preventiva
Trattamenti personalizzati e all’avanguarelia, frutto di una continua ricerca medica, alcuni. dei quali coperti da brevetto internazionale: primo tra tutti il programma della “Scuola delle Gambe”, noto in tutto il mondo per gli ottimi risultati raggiunti nella cura e nella prevenzione degli inestetismi della cellulite e delle affezioni vascolari agli arti inferiori. Direttore sanitario è il professor Francesco Canonaco, alla guida di un team di professionisti specializzati, che ha sviluppato, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, un programma dietetico-nutrizionale. Nel 2006 la Capri Beauty Farm -che conta mille metri quadrati e 27 sale trattamenti- è stata premiata come Best Destination Spa al The European Spa Exhibition di Monte Carlo e nel 2008 è stata votata dai lettori di Condé Nast Traveller come Favorite Medical/Thermal Spa.