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Da giugno, ad accogliere gli ospiti del raffinatissimo Capri Palace Hotel & Spa, trasformato dal mecenate e proprietario Tonino Cacace in una galleria d'arte, c'è Rive dei Mari, possente e leggerissima scultura di Arnaldo Pomodoro che scivola sulla parete del lungo corridoio di accesso. Un altorilievo di 36 metri in fiberglass con polvere di marmo bianco, che ingloba le fessure oblò della piscina e dove si dipana la trama del racconto. il mare con i suoi detriti, i fossili marini, i pesci e l'osso di seppia, la figurazione più cara allo scultore romagnolo («un reperto primigenio della natura cui devo la vitalità e la matericità delle superfici» ha detto). «Un'opera a più mani» dice Cacace, che ha voluto coinvolgere un musicista locale, Gianluca Catuogno, autore di una colonna sonora «che lascia immaginare una persona che si avvicina al mare, mentre una voce recita i versi dell'Odissea.
Il tema del mare si trova in altre opere che impreziosiscono le atmosfere dell'hotel (tra i migliori 400 resort del mondo secondo Forbes), che ha da poco inaugurato la Gwyneth Paltrow Suite, 150 mq di atmosfere rarefatte e purissimo Déco e un giardino profumato sul golfo. Al tramonto ci si emoziona attorno ad Azzurra, una videoinstallazione dell'emiliano Fabrizio Plessi sul tema del mare, un'onda inarrestabile visibile su cinque monitor installati a bordo di un'imbarcazione tradizionale, uguale a quelle che facevano la spola tra la costa e la celebre Grotta Azzurra. A pochi passi nel salone con grandi divani e librid'arte da consultare, i vagoni merci di Luca Pignatelli e il ritratto di Tonino Cacace firmato da Velasco.